Chi l’avrebbe mai detto! Arriva tanta neve, tanta invocata neve e l’Abruzzo si blocca! Ma la neve non doveva essere necessaria per far ripartire il turismo invernale abruzzese e soprattutto l’Alto Sangro? Non doveva forse far riequilibrare l’economia di tutta quest’area che ormai lavora poco e male dal triste evento del terremoto, quando i mezzi d’informazione d’Italia sconsigliavano di trascorrere le vacanze in Abruzzo senza distinguere zone terremotate e zone che avevano risentito del violento sisma meno di Roma o di Napoli, come ad esempio l’Alto Sangro?
Vero è che in quella circostanza non fummo tenuti presenti nemmeno dalla Protezione Civile che dirottò le sistemazioni degli sfollati per la quasi totalità sulla costa abruzzese, producendo un doppio danno a quest’area.
Mi chiedo come fanno sull’arco alpino dove nevicate così abbondanti sono all’ordine del giorno. Chiudono forse i passi, bloccano le strade e le autostrade, isolano i paesi, oppure il tutto ricade in una normalità gestionale che da queste parti non esiste, o meglio, è affidata al volontariato e allo spirito di sopravvivenza dei residenti?
Sono anni che alla prima seria nevicata le autostrade d’Abruzzo si chiudono, nonostante siano tra le più care d’Italia. Forse il gestore spera che non nevichi più e quindi non predispone un adeguato piano di emergenza in occasione di questi eventi?
Non fanno ammenda le strade provinciali e comunali, dove per pericoli di frane e/o di slavine la situazione non cambia e i responsabili di turno se ne “lavano le mani” adducendo ragioni di sicurezza o meglio di etica (non succede …ma se succede…), standosene tranquillamente a casa propria ed emanando ordinanze di chiusura e di interdizione al traffico.
Ma i loro compensi li percepiscono ugualmente, incuranti che alcune decisioni mettono in ginocchio intere aree geografiche con ripercussioni gravissime sia per gli imprenditori che per le famiglie ormai legate anch’esse a questa “economia turistica” fatta di sacrifici, di abnegazioni e di umiliazioni.
La comodità di non dover produrre per se e per gli altri, ma solo di accampare diritti acquisiti sta determinando una sperequazione sociale molto più pesante della crisi economica che stiamo attraversando. Occorre che si ponga un limite a questo malcostume: chi esercita il potere deve essere responsabile fino in fondo delle proprie azioni senza se e senza ma, e magari senza lamentarsi della “mole di lavoro” che richiedono questi momenti di particolare attività, altrimenti se ne stesse a casa.
A causa degli allarmismi meteo per il prossimo weekend, nonostante l’Alto Sangro è sgombro da neve, le attività turistiche e tutto l’indotto ad esse collegate, che rappresenta il novanta per cento dell’economia locale, rimarranno senza lavoro e questo accade ormai da due settimane, senza contare le prenotazioni disdette a “valanga” per il futuro.
Spero che la Politica e i mezzi d’informazione interverranno seriamente per ripristinare la fiducia che i cittadini Altosangrini stanno perdendo nelle Istituzioni e che qualcuno si faccia carico di questi ingenti danni che rischiano di distruggere completamente non solo la vita economica ma anche quella sociale di queste zone.
Ernesto Paolo Alba
Imprenditore turistico
Pescasseroli, Alto Sangro, Abruzzo, Italia.